Musica e Adrenalina: meglio del doping!

Premi play e inizi a correre. Lei ti dà la forza e la spinta per andare avanti, per non fermarti, una scarica di adrenalina più forte di qualsiasi doping, che sprona a risultati sempre migliori. Questo è il potere della musica. A quante persone, ad esempio, almeno una volta facendo sport, è capitato di lasciarsi caricare dalla famosissima colonna sonora del film Rocky II? Grinta, forza, voglia di dare il massimo, tutto grazie a una giusta dose di musica. Sono diversi i generi musicali che scegliamo in base all’attività che vogliamo svolgere. Il rock probabilmente è il più gettonato per chi ama correre, soprattutto a livello agonistico, in preparazione a eventi sportivi o maratone, scandisce il ritmo della corsa tenendola viva. È noto ormai che la musica migliora la performance sportiva; il ritmo incalzante ci fa dimenticare la fatica e lo sforzo, è uno stimolo forte che incoraggia l’esplosione di energia. Ma la musica non è solo un ottimo aiuto per la corsa e gli allenamenti “strong”, il genere classico ad esempio è perfetto per le attività di rilassamento e stretching, facilita la concentrazione sui movimenti e migliora gli esercizi.   La dott.sa Luisa Lopez della Fondazione Mariani sostiene che «un’ipotesi interessante sia quella che riconosce nelle caratteristiche della musica (melodia, ritmo, armonia) la capacità di modulare e armonizzare l’attività fisica». Insomma la musica ci accompagna in ogni momento e soprattutto nello sport crea una dipendenza benefica e senza effetti negativi. Ma proprio perché considerata un “doping psicologico”, dal 2007 a New York è stato vietato l’uso […]

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Drive Soundtrack / Drive Tribute

Spesso la grandezza di un film è rappresentata dalla sua colonna sonora e questo non è affatto scontato. Già perchè le musiche di un’opera cinematografica (la cosiddetta “soundtrack”) racchiudono lo spirito della pellicola accompagnandola lungo tutto il percorso. Questo è il caso della meravigliosa opera noir di Refn, vale a dire “Drive”. Un film che respira, palpita e vive nel proprio sound, suoni meccanici e preesistenti che rispecchiano perfettamente gli stati d’animo dei protagonisti. Si tratta di elettro pop condito da influenze progressive, quasi alienante nel suo procedere ritmico. Una precisa reincarnazione dello spirito anni ’80, una continuità palpabile, sintattica, timbrica di atmosfere. Gran parte del merito va al compositore newyorchese Cliff Martinez che dirige il prezioso e meticoloso compito di coesione e di assimilazione di materiali. Ma non solo. Importante anche l’inserimento di altri brani fondamentali: “A real hero” di College che insieme al duo canadese Electric Youth da una netta connessione del testo con la situazione associata; “Under you spell” dei Desire (altro gruppo canadese) la cui funzione trascorre rapidamente da musica di scena a musica di commento psicologico; “Tick of the clock” della rockband elettronica statunitense Chromatics emette pulsazioni “motoristiche”, ossessive e allarmanti. E poi come non citare “Nightcall” di Kavinsky ovvero una sorta di “ballad” ancestrale, evocativa e misteriosamente complice, come accade nei titoli di testo. Insomma un bel “melting-pop” di grande magnetismo uditivo. Uno score che è frutto di una delle più accurate e innovative ricerche e combinazioni sul suono del cinema contemporaneo. Beh gli appassionati di “Drive” conosceranno sicuramente i brani sopracitati, quindi credo sia superfluo linkarli. Ma […]

GUARDARE DALLA FINESTRA

Perché ci affacciamo alla finestra? Cos’è che ci spinge a guardare fuori da una finestra che si affaccia su una strada, un cortile, una piazza, sulla campagna aperta o in certi casi sul mare? Domande che mi sono posto tante volte senza però riuscire a dare una risposta del tutto persuasiva, soddisfacente. A volte mi piacerebbe essere un pittore o un poeta, così saprei descrivere con le immagini e le parole le sensazioni che provo quando mi soffermo a guardare fuori dalla mia finestra.  E’ Sbagliato pensare che l’«affacciarsi alla finestra» sia un evento banale, di routine e quindi perfettamente spiegabile, è invece importante cogliere tutte le sfumature perchè affacciarsi significa esplorare l’esterno, comprendere ciò che appare oltre la propria finestra.  Tutto ciò mi provoca sensazioni strane: a volte allegria, a volte malinconia, a volte un senso di pace e serenità (soprattutto quando vedo calare la fitta nebbia sul mio piccolo paese) perché guardando oltre casa mia percepisco il mio piccolo e insensato mondo. Durante l’inverno, ad esempio, guardando fuori mi viene una grande malinconia, tutto è spoglio e silenzioso, ma se mi concentro un attimo, mi sembra ancora di udire le voci di mio fratello ed io che giochiamo a pallone sotto casa, una sorta di richiamo al passato. Credo che la stragrande maggioranza delle persone stia affacciata alla finestra perché si annoia e non sa cosa fare, e ciò dipende dal fatto che le persone per lo più sono sole, ovvero, anche se convivono con qualcuno, è come se lo […]

Il potere della musica sullo stato d’animo

Ed eccomi con il mio primo post, già perchè l’ascolto della musica puo’ migliorare le condizioni psicofisiche generali, a prescindere dal supporto su cui viene ascoltata, in quale momento della giornata, da chi e perchè, la musica è senza dubbio una piacevole “compagna di vita”. Ma perchè si ascolta la musica? Quali sono i motivi psicologici per cui è così amata? Beh la musica ha il potere di catturare le emozioni immediatamente e impegnare le menti in maniera complessa, in modi che poche altre forme d’arte sono in grado di gestire. Bastano, infatti, poche battute di una canzone per riportare la mente indietro, a tempi e ricordi passati. Basta l’attacco del brano della band preferita per cambiare la giornata, e questo perché la musica influenza gli stati d’animo.   Uno dei motivi per cui la musica è tanto amata è che fa conoscere gli altri e il mondo attraverso il racconto di storie di altre persone e luoghi, permettendo così di attingere idealmente a nuove esperienze. La musica è, inoltre, capace di esprime qualcosa di noi stessi: attraverso i generi che ascoltiamo, si può comprendere chi siamo e a quale gruppo apparteniamo e proiettare un’immagine esterna di noi. E ancora, la musica ha una vera e propria dimensione sociale: spesso si ascolta musica mentre si è con altre persone, in luoghi pubblici o privati, creando una connessione “a colpi di note”. La musica è anche il filo conduttore di molte storie d’amore: è stato addirittura dimostrato che l’esposizione alla musica […]